I Vaffanculari non sono semplici collage: sono un atto catartico, un punto di svolta umano e artistico.

Il progetto nasce nel periodo del post-parto della mia seconda figlia. In quelle giornate sospese, passate a casa nel silenzio di una bambina che dormiva molto, mi sono ritrovata circondata da una mole imponente di vecchi libri e da un bisogno viscerale:
Ritornare a disegnare, a creare con le mani dopo un lungo stop durato quasi 10 anni.
Tra quei volumi c'era un vecchio dizionario bilingue, usurato, sgualcito, vissuto, che qualcuno aveva giocosamente soprannominato "vaffanculario" scrivendolo sul taglio laterale del libro.
È da quelle pagine ingiallite che ha preso forma Il Vaffanculario.
Il processo e il concetto

In un esercizio di lenta e minuziosa scomposizione,
estrapolo parole e compongo frasi dense di significato, ironia o liberazione. La parola scritta abbandona la sua rigida funzione didattica per diventare immagine: la illustro, la stratifico attraverso il collage e la racchiudo in cornici d'epoca, sottratte all'oblio e restituite a nuova vita.

È qui che si compie appieno il concetto di
Ritorno Studio: il ritorno a me stessa, la riappropriazione del mio linguaggio visivo dopo anni di silenzio. Il ritorno della materia: il recupero di un dizionario sgualcito che ritrova voce. Il ritorno del tempo: l'impiego di cornici storiche e carta d'epoca per accogliere un'opera contemporanea.
Ciascun Vaffanculario è un pezzo unico, irripetibile e intriso di memoria, pensato per chi cerca nell'arte un punto di rottura, un'emozione autentica o semplicemente una parola libera da custodire a parete.

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